Correre con la mente: Pietro Trabucchi spiega come prepararsi al Tor des Gèants

Sta per partire il Tor des Géants, la gara di endurance trail più dura del mondo: 330 km di maratona di montagna su un dislivello positivo di 24.000  metri in un massimo di 150 ore. Come affrontare una gara così lunga e faticosa? Pietro Trabucchi, professore incaricato all’Università di Verona e psicologo delle squadre Nazionali Italiane di ultramaratona, lo ha spiegato in un’intervista che Ferrino, partner ufficiale del Tor des Géants,  riporta ai lettori del blog.

Quale allenamento fisico e psichico consiglia a chi vuole cimentarsi nel Tor? E quale per un Mini Tor?
“Il Tor richiede una lunga preparazione atletica unita all’esperienza: è soprattutto una gara di gestione delle proprie forze e dei propri limiti. Il training atletico può essere affrontato da tanti punti diversi, non esiste una tabella standard: si può arrivare preparati con alle spalle molti chilometri di corsa, ma anche avendo usato la multidisciplinarità (mountainbike, sci alpinismo, trekking etc..) o con un passato di camminatori di lungo corso in montagna. Il Mini Tor richiede secondo me un po’ di attitudine a faticare, spirito di adattamento e un minimo di gite e trekking alle spalle”.

Come capire quando fermarsi, quali sono i proprio limiti?
“Non c’è una ricetta. Lo si capisce verificando con curiosità e assiduità le proprie capacità, incamerando esperienze gradualmente sempre più sfidanti. Si comincia da piccole gite e si apre un mondo, si può andare sempre più in là”.

Quali sono i benefici dello sport per la mente? In particolare per chi corre/cammina in montagna?
“L’attività fisica rinforza la capacità di generare e perdurare a lungo la motivazione impegnandosi su obiettivi concreti. L’attività in montagna stimola poi il piacere di farcela, il senso di auto-efficacia,  diverso dal piacere di vincere. E’ quindi un piacere profondo, legato alla sopravvivenza e radicato nell’origine biologica dell’uomo”.

Quali cibi consiglia di mangiare/bere per affrontare il Tor? E per un Mini Tor?
“Per gli atleti nel pieno dello sforzo sono necessari carboidrati a rapida assimilazione (zuccheri come quelli contenuti negli appositi gel per sportivi), ma anche grassi e proteine (insaccati e formaggi). Per chi affronta un Mini Tor con la possibilità di fermarsi nei rifugi e assimilare i cibi con più tranquillità è consigliabile un pasto completo ed equilibrato. Durante il cammino si può assumere frutta secca”.

Quante calorie brucia un atleta uomo che compie il Tor? E una donna?
“A seconda del ritmo, delle soste, delle ore di attività e della temperatura ambientale siamo arrivati a osservare un consumo di oltre 8000 calorie al giorno. La quantità non è determinata tanto dal genere, ma soprattutto dalle dimensioni fisiche dell’atleta. Perciò, in termini assoluti, le donne non bruciano differentemente dagli uomini. Ci sono poi delle piccole differenze relative al bilancio ormonale, ma in sforzi così lunghi uomini e donne bruciano tutte le risorse possibili”.

Ci sono persone a cui è sconsigliato intraprendere un Mini Tor?
“I soggetti che hanno un’indicazione medica specifica in tal senso, ma ritengo siano veramente una minoranza. Si tratta in genere di individui con in atto qualche problematica medica in acuto. In compenso questo tipo di attività ‘slow’ ha un grande valore preventivo e perfino riabilitativo valido per molti”.

 

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